Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 19

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Senza parole

Di fronte a tali assurdità inimmaginabili, Enzo rimase senza parole. Per non dire le altre persone coinvolte in quelle vicende strane, irripetibili, uniche. Però poi nella vita bisogna andare avanti, e qualcun altro prenderà il testimone delle tue storie, delle tue avventure, perché in fondo ogni situazione è essa stessa assurda e irripetibile, sia nel bene che nel male. L’unicità di ciascuno è il vero valore aggiunto, in un mondo in cui tutti si nasce pedine per poi diventare ogni pezzo tranne il Re.

Ci si deve prendere le misure, dopo una serie di mosse sbagliate e di schiaffi ricevuti, e decidere da che parte stare, che cosa fare della propria vita, fin dove spingersi e quando è opportuno lasciar perdere, oppure rischiare fino in fondo perché in tal caso il gioco vale la candela.

Certe volte ci si ritrova con le mani legate. Vorresti, ma non puoi. Vorresti arroccarti nelle tue posizioni, ma per amore sei costretto a ben altro, a rinunciare a certe cose, a rimandare certe posizioni, a retrocedere su determinate scelte; e ti dici, va bene così, perché sarebbe altrimenti assurdo, e ti giustifichi ritenendo che è il momento delle scelte non facili, ma in realtà hai le mani legate, credi di essere libero di muoverti dove e come ti pare, ma l’altro/a (che ha indossato la maschera dell’amore, ma così non è) ha un infinito potere su di te. E tu, in quel momento, non puoi farci niente. Solo aspettare le cose cambino, in maniera drastica, ed arrivi lo strappo, e quello che credevi fosse giusto o inevitabile possa esser guardato sotto una nuova luce: quella dell’assurdità.

E poi, non sarà il momento dei rimpianti, ma del restare banalmente senza parole.

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