Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 11

Photo credit: @luciocampiani

Qd1-d3

Questione tra donne.

“Cosa ci fai, qua, sola soletta, eh?” Chiede Adele a Costanza, avendola notata in piazza, è sera, c’è poca gente in giro, preferiscono restare chiusi in casa a guardare la partita in tv. “Aspetti qualcuno? Ti prostituisci? Eh? Eh?” Adele ha quella lingua tagliente delle sedicenni senza peli (sulla lingua, ed altrove).

“Non mi scocciare, Adele. Dai, su, lasciami in pace. Non è il momento. E comunque sì, sto aspettando una persona.” risponde acida Costanza. Ha in effetti altri pensieri, aspetta qualcuno, o qualcosa. “Allora aspettiamola insieme, questa “persona”.” Adele scimmiotta, prende in giro, ma non lo fa con cattiveria, semmai con stupidità, ma non è colpa sua: non si nasce tutti geni, o comunque non si è tutti aquile, ancor meno a sedicini anni. “Se proprio ci tieni…” Replica Costanza, guardando il suo cellulare. Spera in un messaggio, in una chiamata, in un qualcosa che la salvi da quella arpia che adesso si trova di fronte. “Certo, che ci tengo, magari poi me la presenti.” “Allora se te che non hai nulla da fare e sei sola soletta, eh…” Touché, sarebbe da rispondere a Costanza. Bella mossa, la sua. “Vaffanculo, Giada.” “Anche te.” “Allontanati, dai, non mi stare appiccicata addosso.” “Lo spazio è grande, è tanto, spostati te se vuoi più aria.” “Gallina.” “Troietta.”

I classici litigi tra ragazzine, o tra reginette di bellezza. La tensione era palpabile nell’aria.

***

Pubblicato da Lucio Campiani

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