Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 10

Photo credit: @luciocampiani

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Al centro del mondo, la regina di cuori.

Era nata femmina, l’avevano chiamata Costanza, in onore della bisnonna materna. Costanza Anna Maria il nome completo di battesimo, fatto un giorno di inizio estate in una piccola chiesuola di periferia stipata di parenti ed invitati al rinfresco. Quelli che potevano sembrare ricordi recenti si erano presto tramutati in una fotografia di vent’anni addietro, Costanza batuffolino bianco di nemmeno un anno, ora bella ragazza ventenne, con tanti progetti in testa ed un bel futuro assicurato. Era al centro dell’attenzione, adesso. Si poteva definire una reginetta di bellezza, gli ultimi anni della scuola superiore era sempre stata nominata Miss Liceo.

Che bello sentirsi tutti gli sguardi addosso! Che delizia potersi permettere di scegliere, anziché di essere scelta. Avere il controllo della situazione, permettersi di poter decidere come muoversi, potendo anzi muoversi in qualunque direzione, senza i legacci del passato, dei genitori, imbottita della libertà conferitale dalla maggiore età – che non coincide necessariamente con maggior esperienza, ovvio – e dalla spensieratezza che derivava, per un principio di vasi comunicanti, dall’avvenenza del suo giovane corpo. Ammirata da molti, si concedeva a ben pochi, o quasi nessuno: aveva questo senso di preziosità, regalità, quasi (innocente) supponenza, ma gestiva tutto con sapiente dose di buonsenso.

Anche se, un domani, avrebbe capito che non era sempre vantaggioso essere al centro delle attenzioni di tutti quanti, anzi: alle volte, costituiva un vero rischio, specie se non si avevano le spalle coperte.

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Pubblicato da Lucio Campiani

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