Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 07

Photo credit: @luciocampiani

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Può capitare almeno una volta nella vita che, per caso o per desiderio, giunga all’orizzonte un’altra persona. E, altrettanto casualmente, poter esser d’aiuto in una situazione altrimenti non gestibile con facilità. Almeno così fu per Enzo, che all’improvviso si trovò a frequentare con sempre maggiore assiduità una sua collega di lavoro. Bella, intraprendente, giovane. E la regina così bella che era sua moglie? Che fine aveva fatto? Può la mente far mutare così radicalmente di giudizio gli occhi? Certo che no, è l’ineffabile lavorio del tempo che pazientemente leviga e smussa tutte le asperità rendendole accettabili, e tutte le perfezioni rendendole comuni. Ma quando qualcosa diviene comune, perde pian piano di interesse e di novità, ed allora che gusto può esserci nel dormire sempre con la stessa persona, baciarne sempre la stessa bocca, esprimere le medesime opinioni alle volte preconfezionate, ed immaginarsi assieme per anni che, volenti o nolenti, procederanno inesorabilmente sempre uguali a sé stessi? No, troppo difficoltoso sopportare tanto, ed allora tanto vale lasciarsi andare, almeno per una volta nella vita, guardarsi alle spalle, e scoprire che qualcuno simile a sé lo si può ancora trovare.

E forse, si è ancora in tempo per mutare degli esiti altrimenti scontati. Non si può mai sapere, se non si fanno piccoli tentativi.

Sempre tenendo a mente che il caso, purtroppo o per fortuna, non esiste – se non nelle menti delle persone piú semplici e superstiziose.

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Pubblicato da Lucio Campiani

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