Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 02

Photo credit: mattoscacco.

2. D7-D5 Partita di donna

Parallelamente, quattro anni dopo, si sarebbero incontrati, un po’ per caso un po’ per desiderio, due bambini cresciuti nella stessa strada della medesima città; solo, abitavano in case diverse ed erano stati cresciuti da famiglie speculari: l’una piú attiva o attaccabrighe, a seconda dei punti di vista, l’altra piú riservata o sulla difensiva, a dirla di molti una famiglia cresciuta nell’ombra (o all’ombra: di una grande quercia, ad esempio, ma quelle erano le narrazioni piú fiabesche), con strani rimandi al nero (fascismo o africanesimo? La risposta poteva essere irrilevante cosí come fondamentale per il prosequio della Storia). Sta di fatto che, al netto delle rispettive origini, i due bambini Enzo e Giovanni sarebbero poi piombati nella stessa scuola materna, si sarebbero trovati l’uno di fronte all’altro, e sì, a debita distanza, sarebbero parsi due gemelli; ma guardandoli più da vicino, si sarebbero notate le ovvie differenze.

Sarebbero bastate le similitudini a renderli vicendevolmente solidali, o reciprocamente indifferenti? Non troppo disinteressati l’uno all’altro, se capaci di diventare (e rimanere) compagni di banco alla scuola primaria, cosìcché Enzo e Giovanni sarebbero cresciuti assieme finché le naturali vicissitudini positive – o casuali – della vita non li avrebbero separati.

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Pubblicato da Lucio Campiani

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