Una vita in ventiquattro mosse di scacchi / 01

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“La vita, del resto, è simile ad una partita a scacchi.”

(Benjamin Franklin)

1. Gambetto di donna (d2-d4)

Come nelle migliori partite, il gesto d’acchito fu rapido, ma con alle spalle una lunga gestazione. Erano occorsi nove mesi perché un bambino di nome Enzo facesse capolino al mondo gettandovi tutta la sua virile protesta. Occorsero nove minuti circa perché il pedone di Donna fosse afferrato, alzato prendendolo delicatamente per la testa – due dita poste praticamente a forcipe, come per una sala parto – e posizionato sulla casella finale.

In pratica, questo bambino di nome Enzo, paffutello batuffolo bianoc, con il corpo rannicchiato in posizione fetale e la testolina lucida lucida dal velo placentare fu afferrato prontamente dall’ostetrica, pesato, misurato, debolmente sculacciato, mentre sul pavimento livido, nitido, a caselle bianche e nere, su due di essere in partciolare risaltava una scia rossastra, di cordone ombelicale, che partiva dalla Donna (sua madre) e si dirigeva oltre, poco più in là, verso una luce, verso un medico bonario, verso un padre migliore, verso quella che taluni chiamavano vita, altri, più semplicemente, partita.

Non era che l’inizio.

***

Pubblicato da Lucio Campiani

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