Cuori infranti in trentasei piccoli pezzi – 13

Photo credit: Banksy, Love is in the Bin, 2018, Private Collection, Photo: Sotheby’s © Banksy
SOTHEBY’S © BANKSY


L’amore non può esistere come monologo. E’ un dialogo, un dialogo pieno di armonia.

(Osho)

Perché non mi rispondi? Non stiamo bene insieme? Eh? Non mi rispondi…non mi rispondi. E dire che viviamo in un’epoca dove tutti gli artefatti tecnologici ci consentirebbero di stare più vicini, di essere più solidali tra di noi. Ma invece no, rimani lì ferma, non mi rispondi e non mi ascolti.

Insomma, basta. Smettiamola una buona volta, interrompiamo questi silenzi che ci dividono, ci separano, ci rendono ancora più distanti. Lontani. Perduti.

Mi senti?

Sembra una telefonata surreale, il gioco del telefono che si fa da bambini. L’urlo di Munch, presente? Quell’urlo muto. Quel muto urlare. Fisso, ghiacciato. Ma le sai, queste cose? Le conosci? Con chi sto parlando?

Con te?

Insomma, cerchiamo di andare avanti, eh? Faremo qualcosa assieme. Domani mattina dovrebbe essere bel tempo, ci alziamo presto, facciamo colazione come piace a te, la marmellata di frutti di bosco (o di pesche, albicocche, quella cazzo di marmellata di merda che vuoi) spalmata sul pane appena sfornato, o le fette biscottate o il pan-carré bruciacchiato da toast (sì, il pan-carré che si sbriciola tutto sia da fresco che da passato nel tostatore, e le briciole che cadono tutte per terra e poi chi pulisce, eh? Chi pulisce la merda che mi lasci attorno? Tu? No, caro mio, no…la pulisce sempre il/la sottoscritto/a, ecco eccheccazzo porca di quella troia il caffè bollente giù per la gola, un caffé amaro che nemmeno nelle prigioni a vita te lo servono, tanto amara è già la vita ovunque tu stia che un caffè, almeno un caffè deve essere un pochino buono, o dare l’impressione di essere maledettamente buono, almeno mentre scende veloce giù giù lungo l’esofago hai quell’attimo di serenità, quella scossa di risveglio, quello scuotimento empatico e ti senti meglio, più rilassato, in pace con tutti e con il mondo, solo per aver bevuto un cazzo di buon caffè.)…o una bella brioche, con quell’odore di pasta sfoglia che ha odore di mattina presto, di domenica, di festa. Una qualche festa la dobbiamo organizzare, ogni tanto. Per cambiare la banalità del quotidiano, per consentirci di vivere meglio. Una cazzo di normalità borghese, almeno questa: pensa! alla mattina tutti in chiesa, i bambini col vestito buono, magari anche la cravatta…sì, se vivi in una grande città, non in una cittadina di provincia (o comunque provinciale) che vuole sembrare diversa da ciò che in realtà è…una piccola cittadina arrocata su sè stessa, chiusa su di sè…mentalmente chiusa, intendo.

Mi chiedo se mi stai ascoltando, cara. Prepariamoci ad uscire, dai…tra poco sorge il sole. Tra poco viene un nuovo giorno. Perché non ti muovi, dal di lì? …dai, facciamo quattro passi, un caffè accompagnato da vuoti convenevoli come pasticcini. O pasticcini vuoti come convenevoli. Eh? Perché non ti muovi? Perché non mi rispondi?

***

Pubblicato da Lucio Campiani

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